Love Zone

Il seducente "Mood erotico" di Giuseppe Petrilli

venerdì 12 luglio 2013   
di Giovanni Papa
Una conversazione sull'erotismo con il disegnatore Giuseppe Petrilli
Viveur Lovezone prosegue la sua riflessione sulle dinamiche d'ispirazione reciproca che segnano il rapporto dialettico tra arte ed eros e lo fa incontrando un artista che  della contemplazione dell'erotismo femminile ha fatto la sua cifra espressiva: Giuseppe Petrilli*, pittore, disegnatore e musicista lucerino.

Una contemplazione estatica, la sua, a tratti voyeuristica, sempre molto elegante anche nell'essere esplicitamente provocatoria e sen(s)suale, che traspare con immediatezza passando in rassegna la fascinatoria galleria delle sue tante "Muse".

Una ricchissima produzione di opere, quelle di Petrilli, che vede protagonista assoluta la Donna, sempre intesa come "soggetto" dell' erotismo, espressione di un femminile multiplo che lui esplora declinando le infinite personalità delle tante modelle che svelano i loro corpi - ma soprattutto il loro più intimo "modo di desiderare" - allo sguardo di un artista, che riesce a interpretare un'ideale di eros provocante, vivace e mai banale filtrandolo attraverso una sensibilità molto maschile.

Ed è questo gioco di seduzione, questo confronto dialettico, eccitato ed eccitante, tra chi seduce e chi è sedotto, che da quell'impronta "sexy" alle opere e che alimenta l'immaginario "seducente" e personale di Petrilli, ormai affermato a livello nazionale e internazionale.

Essì, l'immaginario erotico maschile...questo è l'aspetto che mi ha interessato di più nelle opere di Giuseppe, che sono realizzate sulla base di foto erotico-sensuali che ragazze, modelle professioniste e non, gli inviano volontariamente per ispirare l'opera di cui diventeranno protagoniste.

Cosa spinge, secondo voi lettori di Viveur, una ragazza a ricercare in sé un'idea di erotismo da proporre e che sia da spunto per la realizzazione di un quadro?

Credo che il viaggio compiuto nelle opere di Giuseppe sia duplice: dell'artista, all'esplorazione del proprio immaginario erotico maschile, e della modella, che ricerca al tempo stesso in sé la propria femminilità, fa una ricerca sul proprio corpo e sul sé più vasto. E nel quadro c'è un incontro profondo tra i due: l'idea di erotismo che la ragazza vuole proporre all'artista viene tramutata dall'artista, in base ai propri ideali e canoni estetico-erotici, in un quadro.

E' uno straordinario momento di incontro...facciamolo raccontare da lui...

V. Quali sono le caratteristiche dell'eros femminile che si proiettano di più nelle tue opere?

G. P. Quella che rappresento sul foglio o sulla tela è sempre una donna che ha l'esatta cognizione della propria forza seduttiva e lo dimostra "vestendo" la nudità con naturalezza, senza inibizioni.

I miei soggetti mi permettono di giocare in maniera irriverente e provocatoria con lo spettatore e di osservarne le reazioni: l'eros è sublimazione della gioia di vivere, un modo raffinato e razionale di intendere il sesso e le sue molteplici espressioni, quindi l'ironia, il gioco, la spregiudicatezza sono elementi da cui non si può prescindere nella sua rappresentazione.

V. Chi è il maestro che ti ispira di più l'idea dell'eros?

G.P. Di maestri a cui potersi ispirare ce ne sono tanti, sia nel mondo dell'arte, ma anche in quello del cinema, della fotografia, del fumetto. Sicuramente, più delle tecniche, spesso mi affascinano le atmosfere di alcuni artisti, che mi piace riproporre e ricreare nelle mie opere. Senza dubbio gli scatti di Helmut Newton hanno avuto per me sempre una valenza particolare.

V. Tu ricevi foto da modelle per poter realizzare le tue opere? Cosa ti intriga del fatto che qualcuno offra la sua nudità a te?

G. P. All'inizio erano le modelle ad inviarmi gli scatti su cui poter lavorare, ora preferisco realizzare personalmente gli shooting, ma nonostante ciò continuo a ricevere foto, soprattutto quando la distanza non mi permette di poter interagire con loro.

Spesso preferisco avvalermi della collaborazione di modelle non professioniste, al fine di rappresentare un erotismo colto nella sua essenza più naturale: ognuna esprime la sensualità in maniera personale, pertanto non vi è uno stereotipo di donna adatta alle mie rappresentazioni, ciò che mi colpisce è innanzitutto la personalità del soggetto, non solo il lato estetico. La suggestione sta nel tirar fuori, tramite una sorta di "maieutica erotica", quel lato nascosto, non mostrato, ma che c'è ed esiste. Spesso ciò si concretizza in una esperienza rivelatrice anche per la modella stessa.

V. Potresti trovare un’immagine per descrivere il mondo del tuo immaginario erotico?

Vedi nella gallery foto in Bianco e nero.

V. Potresti raccontarci, anche tramite qualche aneddoto, il percorso che ti ha portato all'idea di poter tramutare la tua idea di eros e di erotismo su una tela?

G.P. Non c'è un aneddoto particolare a cui è legata la mia scelta artistica, essa è la naturale conseguenza di una personale concezione di erotismo applicata all'arte, che mi piace chiamare "Mood erotico".

L'erotismo non lo intendo nella sola accezione comune e cioè come il complesso delle manifestazioni relative alla sessualità umana, ma anche come intenzione, stato d'animo. Pertanto considero un'opera "erotica" quando è capace di suscitare emozioni forti, non necessariamente piacevoli, né necessariamente riconducibili alla sfera puramente sessuale, ma in generale a quella sensoriale. Inteso in questo senso, ritengo che l'erotismo sottenda la maggior parte della mia produzione artistica, fin dall'inizio e non limitatamente alle mie ultime produzioni, più esplicitamente erotiche, in senso classico.

Inevitabilmente, col tempo, questo percorso mi ha portato a confrontarmi col fascino e la complessità del mondo femminile, con la seduzione e la sensualità che gli appartengono, un universo a cui è difficile sottrarsi.

 

V. Cosa è secondo te la trasgressione in ambito sessuale e quanto emerge nelle tue opere artistiche?

G. P. Trasgredisce semplicemente chi si rivela in assoluta libertà, senza inibizioni o condizionamenti, e questo vale anche nell'arte.

Oggi è più facile "metabolizzare" l'erotismo e riconoscergli una valenza artistica, anche se la maggiore abitudine al nudo e alla rappresentazione "over border" della sessualità (grazie al web, a ciò che passa in tv e all'editoria) ne può determinare una crescente svalutazione concettuale. Partendo da questa consapevolezza sta all'artista riuscire a conferire all'erotismo un significato più alto, elevandolo ad opera d'arte, affrancandolo, così, dall'idea di semplice oggetto di mercificazione.

V. L'idea di "limite" in ambito sessuale: che idea hai a riguardo?

G. P. Non penso ci sia una regola a riguardo, credo che ognuno si ponga il proprio limite...

 

 

 

Essendo la sessualità una delle molteplici espressioni dell'essere umano, ritengo che la determinazione della distanza ideale di quel confine oltre il quale si vanno ad infrangere le "regole" imposte dal retaggio culturale e dal comune senso del pudore, non sia soggetta ad un metro comune, pertanto ognuno la stabilisce a modo suo, liberamente o per induzione.

Credo che, escluse quelle situazioni in cui si reca danno ad altri, minorenni o persone non consenzienti, poi la sessualità sia l'area più libera in cui ognuno può esplorare le molteplici espressioni del sé.

Le opere di Giuseppe sono un viaggio in tal senso, se come diceva la scrittrice Anaïs Nin, "l'erotismo è una delle basi di conoscenza di sé, tanto indispensabile quanto la poesia."

 

*

Giuseppe Petrilli è nato a Lucera (Fg) nel 1970 dove vive e lavora. E' pittore e illustratore, ha collaborato con diverse produzioni editoriali e le sue opere sono state pubblicate su Playboy Italia, BangART, Juxtapoz Magazine, Il Sole 24 Ore, I Viaggi del Sole, English24, Blue, Lipstick (Grecia), The World's Greatest Erotic Art of Today (Vol 2-3). La sua attività artistica si sviluppa in una doppia produzione: quella pittorica e quella digitale. In particolare la serie erotica "Piante Carnivore" è il risultato di una personale ricerca volta a trovare la giusta alchimia tra il gesto artistico più classico, il disegno, e le nuove tecniche digitali, al fine di utilizzare e sviluppare le numerose soluzioni espressive che esse offrono. Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali a Miami, Chicago, Los Angeles, San Francisco, Montreal, Berlino, Zurigo, Roma, Milano, Firenze, Verona, Napoli, Bari, Taranto, Foggia. Tra le principali mostre: 2013: "ArtFactory03"_ Centro Culturale e Fieristico Le Ciminiere, Catania - 2012: "Women's"_ Enrico Coveri Maison, Firenze -"I fili di Ersilia"_ Rossocontemporaneo, Taranto – 2011: "Haeretici" _ Sotterranei Castello Svevo, Barletta, "500 Contemporary Art Meeting"_ Spazio Concept, Milano, "Face to Face" _ XL Combines, Milano - 2010: "Pornsaints Group Show" _MOPIA, Zurigo – 2009: "ARTundressed 2009 - Exhibition tour",USA - "Porno stART"_Voghera11 Art Gallery, Milano - "Magnificat"_Azienda Milleuna, Taranto – 2008: "Codice 02"_Chiostro del Bramante, Roma - "Fantasia"_Gallery Provocateur, Chicago – 2007: "Anteprima 2"_Palazzo Dogana, Foggia - "Humanity"_ Galleria Bluorg, Bari - "Piante Carnivore"_Palazzo D'Auria Secondo, Lucera.



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