Love Zone

I cartoni animati giapponesi : tutto un altro sesso.

venerdì 18 ottobre 2013   
di Giovanni Papa

Il nostro psicologo Giovanni Papa ha intervistato per LoveZone l’editore Nino Giordano per riflettere sulle censure che riguardano le serie tv dei più amati cartoni giapponesi.

L’espressione creativa dell’eros nel fumetto giapponese  ha una lunghissima storia, ma forse “non tutti sanno che…”  molti dei cartoni animati del Sol Levante sono arrivati mutilati sul piccolo schermo italiano. Infatti,  alcune  indimenticabili serie animate -arrivate soprattutto dagli anni Ottanta e Novanta e che hanno entusiasmato intere generazioni - sono state sottoposte a  censure che hanno riguardato le relazioni e l’identità sessuale dei personaggi, perchè ritenuti aspetti troppo spregiudicati e non adatti al modello educativo del Belpaese.  

Viveur Lovezone, questa settimana ha deciso di  aprire una riflessione sui motivi che hanno causato queste censure delle “anime” (termine con cui si chiamano  in Giappone i cartoni animati)  che da noi sono stati destinati ad  una fascia di  pubblico che va dall’infanzia all’adolescenza.

Senza voler aprire una discussione che sarebbe estremamente complessa sulle differenze socio-culturali tra Italia e Giappone o sulla storia dei manga, ho deciso, cari lettori di Love Zone, di comprendere il perché questi cartoni animati hanno subito censure  assurde, e a mio avviso,  inutili e immotivate. Prendiamo per esempio  un popolarissimo cartone animato, Sailor Moon, serie creata nel 1992 Naojo Takeuchi che sarà riproposta breve con adattamenti in TV e di cui ancora spopolano i personaggi nel merchandising rivolto alle ragazzine.

 

Bene, nell’anime originale sono presentati, con molto garbo e naturalezza, personaggi gay, lesbo e storie di transessualismo. Tutte "cose" che potrebbero tranquillamente essere conosciute dai bambini/adolescenti italiani che li seguono, visto che fanno parte della realtà in cui vivono. E invece no, in Italia si è sempre cercato di occultare questi temi. Addirittura molti psicologi all’epoca dichiararono che Sailor Moon avrebbe potuto far “diventare gay” molti bambini"…come se l’omosessualità non fosse un orientamento sessuale naturale ma qualcosa che si apprende per imitazione!

In Sailor Moon, nello specifico, oltre alla storia eterosessuale tra Sailor Moon/Bunny e Milord/Marzio, era presente una storia gay (tra Lord Kaspar e Zakar). Zakar, nella versione italiana trasmessa da Italia 1, infatti,  è stata resa una donna, per poter rendere possibile questa storia. E ancora: ma davvero Sailor Nettuno e Sailor Urano erano solo amiche? Non proprio, dato che in molti dei dialoghi originali giapponesi, totalmente stravolti in italiano, la relazione tra le due era più che evidente e intuita anche dai molti piccoli telespettatori! O ancora nello stesso cartone le Sailor Starlights  sono ragazzi  che si trasformano in ragazze per combattere. Questo nella serie giapponese. Perché in Italia per giustificare la “metamorfosi”, le tre ragazze non si trasformano ma chiamano in soccorso “i loro fratelli”

Per non parlare di Lady Oscar: il suo interesse omosessuale nei confronti di Maria Antonietta viene completamente rimosso e la sua ambiguità falsata dal fatto che nella versione italiana la spadaccina viene appellata, Madamigella Oscar, mentre nella serie originale è chiamata Colonnello Oscar, Signor Oscar o solamente Oscar. Con appellativi decisamente maschili, insomma.

La lista di censure su situazioni ritenute “troppo ambigue” potrebbe continuare all’infinito passando da Ranma, a Kiss me Licia e Piccoli problemi di cuore, da Rossana fino a Georgie, ma anche alle saghe più  moderne di Naruto o Dragon Ball, che ha subito numerose censure su immagini e dialoghi ritenuti troppo “erotici”   (ma  non sulle molte situazioni di violenza) eccetera eccetera….

Insomma, perché non affrontare, con lo stesso fantasioso disincanto dei giapponesi, i temi dell’omosessualità o del transessualismo in un cartone animato, visto che non c’è nessun rischio per uno stravolgimento psicologico e per lo sviluppo sessuale del bambino? Anzi, come per altri temi relativi all’inclusione sociale ( disabilità, razzismo ecc.) già sperimentati in molti paesi europei come strumento educativo, un’apertura anche nei cartoni diffusi in Italia a tali tematiche potrebbe agevolare una maggiore serenità nel guardare al mondo complesso e “reale” della sessualità.

 

 

Viveur Lovezone questa settimana ha, quindi,  incontrato Nino Giordano, che ha trasformato la sua passione per la cultura giapponese in professione e da anni si occupa di manga, per i  quali  non esiste la stessa forma di censura che si applica per le anime. Assieme a Fabio Freddi, ha creato la Renstudio (http://www.renstudio.it/) che si occupa di editoria a fumetti. Nino Giordano ha anche dato vita alla Renbooks (www.renbooks.it), che realizza fumetti a tematica LGBT. Nella sua lunga esperienza professionale, maturata anche in Giappone, Nino si è occupato anche dei  manga italiani di Sailor Moon. Viveur LoveZone gli ha fatto un po’ di domande sull’argomento di questa settimana:

 

V: Cosa pensi delle censure nelle serie animate giapponesi trasmesse dalle Tv generaliste qui in Italia?

Nino Giordano: Storicamente l'animazione in Italia è sempre stata considerata intrattenimento per bambini, quindi tutto quello che può risultare “sgradevole” per la fascia 0 - 12 anni viene censurato. Oggi si censura meno, ma fondamentalmente perché i cartoni animati giapponesi sono quasi totalmente  scomparsi dalla tv dei ragazzi.

V: Sailor Moon è una delle serie che ha subito maggiori tagli e stravolgimenti. Tu che sei stato curatore della style guide (il libro guida) e del magazine della serie, che idea ti sei fatto sulle motivazioni?

N.G.: Sailor Moon l'ho scoperta prima che venisse trasmessa in Italia .Io studio giapponese da quando avevo 11 anni e compravo la rivista "Animage" in giapponese spendendo tipo ventimila lire a numero nel negozio di fumetti "Altroquando" di Palermo. Sailor Moon l'ho conosciuta a inizio 1993 proprio sulle riviste giapponesi. E mai mi sarei immaginato che potesse essere trasmesso in Italia,  ma in alcuni casi i censori sono riusciti ad ingannare anche me. Questa cosa l'ho vissuta malissimo: in Sailor Moon i personaggi hanno un'identità di genere molto forte ma di scene scabrose non ce ne sono neanche nella versione originale, quindi mi è sembrato un inutile accanimento. C'è da dire che credo che, se la serie avesse mantenuto del tutto la sua “giapponesità”, avrebbe avuto meno successo.

V: I tagli che subiscono i cartoni animati sono gli stessi che subisce l'editoria a fumetti o c'è maggiore libertà espressiva?

N.G.: Il mondo del fumetto è meno al centro dell'attenzione del Moige (Movimento Italiano Genitori) ) e quindi più libero. Ci sono stati casi di censura (addirittura un editore dovette tagliare una scena dal manga Dragon Ball!) ma si tratta di casi isolati. Addirittura io posso permettermi di avere una casa editrice di soli fumetti a tema gay e la storia del matrimonio gay di Northstar, uno degli X-men, è stata pubblicata e venduta in edicola senza che nessuno battesse ciglio.

V.: Cosa pensi dell'inserimento di "realtà sessuali" non eterosessuali nei cartoni animati qui in Italia?

N.G.: Penso, ovviamente, che possa essere solo una risorsa, e senza alcun dubbio. I bambini si fanno meno problemi ad accettare certe cose o non ci fanno neanche caso. Sfortunatamente, è tutto gestito da adulti incompetenti in materia anche quando sanno fare bene il loro mestiere e quindi credo che sarà difficile trovare personaggi non eterosessuali nei cartoni animati, almeno per la televisione italiana, perché le realtà "altro-sessuali" sono considerate ancora un problema.

 

Non ci resta che sperare che,  magari tra dieci anni, questi “problemi” non esisteranno più!



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