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La serva Padrona segna il ritorno della lirica a Foggia

martedì 24 novembre 2015 di Redazione

di Valentina De Biase

 

Sold out al Piccolo Teatro di Foggia lo scorso venerdì 20 novembre, per l’atteso debutto degli allievi della Compagnia lirica “I BELCANTISTI” che, portando in scena La Serva Padrona di G.B.Pergolesi, hanno inaugurato - in grande stile - l’unica stagione di Teatro Lirico Musicale a Foggia,  organizzata dall’Associazione Musicale “Bel Canto”. Un’operina importante fra le più conosciute del maestro Pergolesi, scritta per il compleanno di Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbuttel e rappresentata la prima volta a Napoli nel 1733, quale intermezzo buffo in due atti all’opera seria Il prigionier superbo destinata a non raggiungere la fama dell’operina.

Un’opera modello del Teatro Musicale del Settecento, in cui si inaugurò  la stagione della recitazione degli attori-cantati. E nell’infinita schiera di servette furbe, vecchi gabbati, servitori sciocchi ed amanti delusi che popolano gli intermezzi, i personaggi de La Serva Padrona rispondono a agli stereotipi tanto cari alla Commedia dell’Arte italiana. Per questo lo spettacolo degli allievi della compagnia lirica foggiana, ha  costituito il miglior banco di prova per giovani cantanti che hanno avuto l’opportunità di cimentarsi in ruoli che richiedono, oltre alle qualità vocali, anche una notevole attitudine interpretativa.

Brava la soprano Anna Maria Soccio, che ha saputo tradurre in maniera credibile vezzi, smorfie e civetterie dell’impertinente e furba serva Serpina, altrettanto convincente il basso Michele Antonetti, nel ruolo del goffo ed ingenuo nobile Umberto. E non meno brillanti anche  altre due figurine che hanno conferito all’operina una maggiore godibilità: Vespone, il servo muto di Umberto, interpretato dall’attore Fabio Maggio - che ha saputo vestire tali panni con una leggerezza ed ironia tali da non rimanere relegato in secondo piano - e Tafano, umile servitore, interpretato da Maria Nelide Longo. Un allestimento scenico che  è sicuramente servito a far comprendere al pubblico che La serva padrona, non è uno spettacolo che prende vita solo nei grandi teatri con allestimenti fantasmagorici e scintillanti; ma è dotato di una tale forza scenica che anche nel semplice spazio dello storico teatro foggiano è riuscito a coinvolgere la platea.

Infatti,  La Serva Padrona ha riscosso un tale successo di pubblico che Il Piccolo Teatro ha deciso di  replicare venerdì 27 novembre lo spettacolo a grande richiesta. E va sottolineato doverosamente che il successo di questo progetto è un merito davvero corale. L’energia  del maestro concertatore Nunzio Aprile, l’impegno di Maria Gabriella Cianci, che ha curato allestimento e regia con il coordinamento artistico di Davide Longo, i costumi della sartoria Shangrilla’ hanno permesso  di  raggiungere l’obiettivo ambizioso dei “Belcantisti”: riportare a Foggia la lirica nel teatro, sua unica e vera sede. 

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