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Un uomo chiamato Jorge

lunedì 14 dicembre 2015 di Paola La Sala
Nelle sale “Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente”, il film di Daniele Luchetti girato quasi interamente in Argentina che racconta, con stile asciutto, la vita di Jorge Mario Bergoglio, dalla giovinezza fino al giorno della sua elezione al Soglio Pontificio.

 

Con circa settecento copie, venduto in quaranta paesi del mondo, lo scorso 3 dicembre è arrivato nelle sale “Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente” il film che racconta la storia di Jorge Mario Bergoglio secondo Daniele Luchetti.

Il regista romano, sceneggiatore, insieme all'argentino Martin Salinas, del film prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi, racconta la storia di Papa Francesco a partire dalla sua giovinezza in Argentina quando era uno studente di chimica, era fidanzato con una bella ragazza, fino al giorno in cui decide di indossare la tonaca, di entrare a far parte dell'Ordine dei Gesuiti e di partire come missionario in Giappone.

Gli anziani dell'Ordine, tuttavia, lo dissuadono non considerandolo ancora pronto all'impresa e lo convincono a restare nel suo paese il quale, ben presto, finirà schiacciato dalla dittatura del generale Videla. 

Ritroviamo, così, il giovane Bergoglio, divenuto padre Provinciale dell'Ordine e rettore del Seminario di Buenos Aires, alle prese con gli anni bui della dittatura, periodo controverso della storia personale dell'attuale pontefice, che tante polemiche ha suscitato all'indomani della sua elezione e in seguito invitato dallo stesso Giovanni Paolo II ad occuparsi dei derelitti delle periferie e dei quartieri poveri di Buenos Aires.

Daniele Luchetti, per sua stessa ammissione e come si evince dalla visione del film, ha voluto evitare ogni tentazione agiografica e in questo senso la sua opera coglie nel segno.

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