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Gli scherzi del caso

lunedì 4 gennaio 2016 di Paola La Sala

Un professore di filosofia, disincantato e demotivato, arriva in una cittadina della California e trova un'inaspettata occasione per dare senso alla sua vita. “Irrational Man” è l'ultimo film di Woody Allen, interpretato dall'affezionata Emma Stone e da un bravissimo Joaquin Phoenix

Abe Lucas, professore di filosofia preceduto da una gran fama di intellettuale e scrittore dannato, arriva nella cittadina di Newport per una docenza nella locale Università. 

In realtà Abe è un uomo ai limiti dell'alcoolismo, totalmente sommerso da un mare di disillusioni, frustrazioni, che deflagrano nei suoi atteggiamenti cinici, nell'impotenza sessuale, che viene a galla quando intreccia una relazione con la collega Rita, donna dal matrimonio ormai alla deriva. 

L'incontro con Jill, la migliore studentessa del suo corso, è l'unico raggio di luce nel buio della sua esistenza, i due disquisiscono molto, lui vuole rimanerle solo amico, lei, naturalmente, se ne innamora. 

Finché, un bel giorno, in un ristorante,  Abe e Jill, del tutto casualmente, ascoltano la conversazione di un gruppo di persone in cui vengono a sapere che una donna rischia di non ottenere l'affidamento dei figli a causa di un giudice corrotto e ad Abe viene un'illuminazione, almeno egli la giudica tale, e prende una decisione che gli pare possa restituire un senso alla sua vita.

Di più preferiamo non rivelare per non togliere la sorpresa allo spettatore, ma questo è il plot su cui si regge “Irrational Man”, l'ultimo film firmato dal prolifico Woody Allen, presentato allo scorso Festival di Cannes e in arrivo in Italia a ridosso delle festività natalizie.

“Irrational Man” si concentra su alcuni dei temi cari al suo autore, che nel corso della sua intera attività cinematografica ci ha regalato infinite variazioni su temi consueti, sue personali ossessioni: la riflessione sul senso della vita e della morte, sulla centralità beffarda del caso nelle vicende umane, la riflessione sulla fede, di volta in volta declinandoli in toni diversi, da quello drammatico, a quello comico, sempre sorretti da una buona dose di ironia, sarcasmo, cinismo.

L'ultimo film del newyorkese affronta, dunque, e riprende il tema del senso della vita, su cui si interroga il personaggio del disilluso Abe, del significato dell'amore e della morte attraverso l'ipotesi del delitto perfetto e senza castigo e, soprattutto, sulla fatalità del caso. 

Tanto che il rimando immediato è a “Match Point”, uno dei capolavori della cinematografia alleniana dell'ultimo decennio, e numerose anche in questo film sono le riflessioni filosofiche di cui è disseminato, i riferimenti a Dostoevskij, alla questione della verità a ogni costo teorizzata da Kant, al senso morale che non è mai univoco e che ognuno si confeziona a proprio uso e consumo così da svuotarne il significato.

Woody guarda con occhio impietoso al suo protagonista, uno splendido e cadente Joaquin Phoenix, che è egli per primo impietoso verso se stesso, fino a inciampare nelle trappole del caso e di un personale uso, per l'appunto, della morale. 

La freschezza e la maturità sono, invece, affidate al personaggio di Jill, interpretata dalla musa alleniana di questi ultimi anni, Emma Stone, che è colei cui il regista affida il compito di recuperare l'ordine delle cose, cui contribuisce ancora una volta, e sempre, il caso o destino.

Tutto concentrato sui suoi personaggi, Allen forse non concede granché al ritmo, ma porta lo spettatore a immedesimarsi nei dilemmi interiori, e non solo, di Abe, nell'arrovellarsi ostinato di Jill fra teoria e pratica, nella rivolta allegramente disperata di Rita, la collega che intreccia una relazione con il professore – la brava Parker Posey – a seguire lo svolgersi dei fatti fino all'imprevedibile e “allenianissimo” finale.

Poca indulgenza verso il suo “uomo irrazionale”, nessuna stanchezza né narrativa né d'ispirazione, cosa che spesso si rimprovera al regista americano negli ultimi anni, ma solo ulteriori variazioni sul tema, tra interrogativi filosofici e ironia abilmente dosati. 

Qualcuno definisce “Irrational Man” un film minore; in ogni, caso, a dispetto di molti detrattori, il vecchio Woody è ancora, più che mai, vivo e vegeto.  

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