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Benvenuti in Casa Arbore

martedì 12 gennaio 2016 di Paola La Sala

Un irresistibile percorso attraverso vita, opere e passioni di Renzo Arbore. Questo e molto altro è la mostra allestita al Macro di Roma fino al 3 aprile, un viaggio attraverso un'avventura straordinaria e coloratissima di un innovatore che non si è mai preso sul serio

 “...lasciate ogni tristezza voi ch'entrate” è la scritta che campeggia sul manifesto di “Renzo Arbore, La Mostra – videos, radios, cianfrusaglies...” che gli spazi espositivi della Pelanda, al  Macro di Testaccio di piazza Giustiniani a Roma, ospitano dallo scorso 19 dicembre al 3 aprile prossimo.

Una mostra interamente dedicata allo showman foggiano che ripercorre cinquant'anni di carriera di colui che si può considerare l'innovatore della comunicazione radiofonica e televisiva italiana per eccellenza.

Allestita da due collaboratori storici di Arbore, gli scenografi Alida Cappellini e Giovanni Licheri, la visita alla mostra impone di mettere davvero da parte ogni malumore perché è un vero tripudio di colori, musiche, memorie, oggetti d'ogni tipo, testimonianze e fotografie a volontà, video che testimoniano il percorso artistico di Arbore, ma che sono anche l'occasione per un lungo excusrsus attraverso la storia del costume del nostro paese.

Dalla natia Foggia, agli anni dell'Università a Napoli, a Roma dove, dopo una serie di rocambolesche vicissitudini, supera il concorso per maestro programmatore in Rai, agli anni della radio e poi l'approdo in televisione con programmi memorabili e poi al cinema e infine all'attività musicale, che occupa l'ultima fase di una carriera davvero straordinaria.

La mostra romana è un mix di moltissimi elementi, una moltitudine di oggetti provenienti dalla casa di Arbore, tutti rigorosamente di plastica, materiale da lui considerato nobile, accumulato nel corso dei suoi numerosi viaggi intorno al mondo, oggetti magnificamente inutili che testimoniano l'arboriana anima bambina e la sua dichiarata sindrome da shopping compulsivo, spudoratamente esibita da par suo.

Nei vari ambienti attraverso i quali si snoda l'esposizione, da una serie di schermi, il buon Renzo illustra e commenta il luogo in cui ci si trova, accompagnando idealmente il visitatore e coinvolgendolo nel suo mondo, ovviamente alla sua personalissima maniera.

Così, grazie al prezioso contributo alle ricerche della sorella Sabina e di Adriano Fabi, ci si muove fra l'America, il Collezionismo e la Plastica, il Cinema, i Viaggi, la Televisione, le Città e gli Amici, la Moda e il Design, la Radio, come sono intitolate le sezioni che compongono questa poliedrica mostra e che permettono di scorrazzare fra le passioni, i ricordi, lo stile, le esperienze artistiche, gli incontri che formano l'universo a dir poco sfaccettato di Renzo Arbore, uomo colto e intelligente che ha saputo fare dell'ironia, dello sberleffo e della goliardata a oltranza le cifre distintive di un personalissimo modo di fare spettacolo e di mettere alla berlina gli stereotipi dell'universo dello spettacolo e in genere del mondo della comunicazione, che in tanti gli hanno “copiato”. Il tutto con levità e, soprattutto, divertendosi un mondo con educatissima indisciplina, come ama dire.

A bocca aperta ci si può soffermare a osservare, per esempio, gli oggetti strepitosamente kitsch raccolti in occasione delle sue scorribande, tutti irresistibilmente inutili, le numerosissime fotografie dei suoi miti e quelle che lo ritraggono insieme ai personaggi più importanti del mondo della musica, del cinema, della cultura, le copertine dei dischi del cuore di Renzo, la collezione dei suoi inconfondibili gilet, delle camicie multicolor, delle cravatte, dei cappelli, e davvero molto altro. 

Il montaggio e la regia sapienti di Luca Nannini, intanto, consentono di soffermarsi a guardare su colorate sedie squisitamente arboriane contributi, preziosi documenti video e audio delle memorabili trasmissioni televisive e radiofoniche di Arbore, dei suoi due unici film, insieme ai suoi affezionati compagni di viaggio e d'avventura, cosicché ogni istante della visita è accompagnato dal sottofondo audio delle svariate performance di Arbore & co.

La sezione dedicata alla grandissima e prima passione di Renzo, la radio, permette, infatti, di riascoltare brani storici di Alto Gradimento, oltre che di osservare da vicino la collezione di apparecchi radiofonici di Arbore affiancata da altri esemplari storici e un cimelio come il microfono della storica “Bandiera Gialla”.

Non manca, naturalmente, la Lega del Filo d'Oro, l'associazione a favore dei bambini sordo-ciechi che Arbore sostiene da anni a cui lo showman non smette mai di devolvere parte dei suoi introiti.

Collegato all'esposizione del Macro è il libro “E se la vita fosse una jam session? - Fatti e misfatti di quello della notte”, che Arbore ha presentato al Teatro Giordano di Foggia lo scorso 6 gennaio.

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle 14.00 alle 20.00, il sabato alla domenica dalle 10.00 alle 20.00.

Info: 199.15.11.21

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