numero 29 | anno XVII
dal 20 luglio al 9 settembre 2010
 
 
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Musica da Marte

di Luigi de Martino

Il leggendario bassista Tony Levin, ex Pink Floyd e Dire Straits, si esibirà al Moody Jazz Café.


FOGGIA “Momentary Laps of Reason” dei Pink Floyd, “Brothers in Arms” dei Dire Straits, “Milk and Honey” di John Lennon e “Oltre” di Claudio Baglioni. Quattro album distanti tra loro chilometri di stili e linguaggi. Eppure qualcosa, anzi, qualcuno li tiene legati da un filo (o una corda, per restare in tema) invisibile. Quel “qualcuno” è uno dei più efficaci, sensazionali e richiesti bassisti della storia del rock e del pop, che sarà a Foggia (e non è uno scherzo) con quella sua inconfondibile testa rasata che sotto un riflettore diventa bianca e lucida, e quei baffi neri alla Sergente Garcia. Tony Levin è il suo nome, per chi non avesse riconosciuto, nella foto in alto, il profilo destro di un pezzo di storia della musica.
Beato colui che alla fine degli anni Settanta sorseggiava caffé con Peter Gabriel, l’anima dei Genesis, che volle il suo basso in oltre 1 kg di vinili e in concerti in giro per il pianeta. Quel basso e quel baffo conobbero il John Lennon della conversione pop, e si chiusero assieme a Gavin Harrison e Paco De Lucia nello stesso studio di registrazione per incidere “Mille giorni di te e di me”, preghierina della sera di una generazione e mezzo di innamorati.
Oltre 400 i dischi incisi, e neanche questo è uno scherzo. Ma, evidentemente, raccontare ai nipoti di aver suonato con Paul Simon, James Taylor, David Bowie e con gli italiani Eros Ramazzotti e Vasco Rossi, non basta. Perché quella lucida e preziosa testa, alla veneranda età di 64 anni si inventa uno spettacolo nuovo, complici vecchi amici e la voglia di esplorare linguaggi sempre nuovi, manco fosse un ragazzino alle prime armi. A sedurlo all’inizio del terzo millennio è lo stick, quello strumento ibrido che con le sue dodici corde copre l’estensione di un basso e di una chitarra, con tutti i benefici armonici che ne conseguono. Il suo concerto, in programma a Foggia nella serata di lunedì 25 maggio, chiude con l’Evento (con la E maiuscola) l’ultima e già strepitosa rassegna Lune...dì Jazz, il miracolo senza “patrocini” di Nino Antonacci. Al Moody Jazz Café, l’oracolo della buona musica sito in via Nedo Nadi, al pianterreno dell’ex-Cristallo, Levin suonerà assieme all’altro bassista e chitarrista Michael Bernier e al batterista Pat Mastelloto, spalla di una vita. L’evento nell’evento sarà l’apertura del concerto con la suadente voce svizzera di Laurence Revey, scoperta dal grande Hector Zazou e prodotta dal monumento Artur Lindsay.
Due le esibizioni previste (alle 21.30 e alle 23.15, con le due relative performance della cantante svizzera) per far fronte alle numerose richieste, perché il Moody, nonostante l’arrivo di una rockstar, resterà sempre e comunque un jazz club, con poche decine di poltrone e la sua magica e accogliente atmosfera. i: 0881.711432

 

inserito il 23.5.2009 | Musica

 

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