numero 29 | anno XVII
dal 20 luglio al 9 settembre 2010
 
 
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I gioielli in musica e l´erba cattiva

di Tony di Corcia

Enzo Gragnaniello sarà a San Severo con lo spettacolo che propone anche i successi firmati per grandi artisti come Roberto Murolo, Mia Martini, Andrea Bocelli. Viveur intervista il cantautore partenopeo: Napoli, la musica, e la mousse al cioccolato di Mimì.


SAN SEVERO “Lo spettacolo che terrò a San Severo? Niente... Canterò i brani del mio ultimo disco e le canzoni che ho scritto per altri interpreti”.
L’umiltà di Enzo Gragnaniello è commovente. Quelle che si limita a chiamare “canzoni” sono successi indimenticabili che fanno parte della storia della canzone italiana: potremmo limitarci a riportare il titolo di quella Cu’ mme che lo ha visto decine di volte sul palco insieme a due leggende come Roberto Murolo e Mia Martini. E tralasciare le perle create per Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, gente così.
Il cantautore napoletano sarà a San Severo lunedì 18 gennaio, alle 21.30, con il suo spettacolo scritto e diretto da Bruno Coltella per presentare i suoi gioielli in musica, prevalentemente quelli inseriti nel cd del 2007 L’erba cattiva. Non a caso, lo spettacolo si intitola L’erba cattiva non muore mai.
Insieme a lui, sul palco del Teatro Comunale Giuseppe Verdi, Luigi Di Fiore e Vincenzo Catalano. Al violoncello Erasmo Petringa, alle percussioni Emidio Petringa, alla chitarra Enzo Lambiase, alle percussioni e ai fiati Attilio Pastore.
È praticamente inevitabile che il ricordo di quella Cu’ mme intonata insieme a quei due amici così speciali, che purtroppo non ci sono più, si materializzi ancora una volta sul palco.
“Ogni volta che eseguo quel brano, automaticamente mi tornano alla memoria le numerose volte in cui abbiamo cantato insieme... E quando faccio i loro nomi, si verifica sempre la stessa magia: improvvisamente sento le loro voci e le loro presenze sul palco, vicino a me. Una vera e propria magia”.

Poco tempo fa è uscito un libro che omaggia il ricordo di Mia Martini, lo hanno curato Menico Caroli e il fotografo Guido Harari. Foto artistiche, ma anche immagini private, che permettono di ricostruire il vero volto di questa artista. Qual è il suo ricordo di Mia Martini, visto che ha avuto la fortuna di apprezzarla come interprete e come amica?
Il ricordo più forte che ho di Mimì sono le sue risate. Aveva un modo di ridere così passionale, aperto... e poi ricordo le numerose performance nei teatri di tutta Italia, quando nella seconda parte dello spettacolo cantavamo insieme.
È stata una delle più grandi artiste d’Europa. La sua voce aveva un livello emozionale altissimo. Una grande artista e una grande donna. E poi faceva una mousse al cioccolato deliziosa, di una delicatezza incredibile! Infatti, ogni volta che sapevo di doverla vedere le chiedevo di prepararmi quella mousse, e lei me la faceva sempre trovare.

Un’altra signora della canzone italiana con la quale ha avuto modo di collaborare è Ornella Vanoni. Insieme, vi siete esibiti sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo del 1999. Sia sotto il profilo personale che sotto quello artistico sembravate piuttosto diversi...
Le cose cantate bene nascono sempre da un contrasto, così come la luce di una lampadina nasce da un polo positivo e un polo negativo... Io e Ornella veniamo da etnie, educazioni, estrazioni sociali molto diverse tra loro, e credo che proprio questa differenza abbia reso possibile l’alchimia che si è verificata tra noi.
Il brano che abbiamo cantato si intitolava Alberi, e mi piace pensare alla nostra unione artistica come a una quercia: io ero l’albero, con la parte più dura, più tribale, mentre lei era le foglie con la sue voce delicata ed eterea.

Con la sua musica, lei contribuisce ad arricchire la grande tradizione della musica partenopea. E continua a vivere a Napoli. Che cosa pensa quando vede la sua città salire agli onori delle cronache soltanto per casi di malasanità, delinquenza o per l’immondizia?
Fin quando avremo persone così limitate a governarci, così concentrate sui loro interessi personali, la situazione non cambierà. L’immondizia e tutti i rpoblemi della città sono il prodotto di un sistema che non funziona. Veniamo da una gestione politica di bassissimo livello. Io continuo a vivere in una città dalla cultura profonda, viscerale, che possiede un’anima grandissima. Una città potente ed energica come il suo vulcano. Napoli deve essere aiutata, anche attraverso l’arte e la cultura. Ma se non si riesce a comprendere la poesia di Napoli, è molto difficile riuscire ad aiutarla: Napoli è poesia, poesia ed energia. i: 0882.241323


 

inserito il 15.1.2010 | In copertina

 

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