Caterina Murino e le sue due anime
di Tony di Corcia
Arriva al Teatro del Fuoco un riadattamento teatrale del capolavoro di Jorge Amado.
In scena, l’attrice sarda (ma adottata dai francesi) Caterina Murino, impegnata tra recitazione e beneficenza.
FOGGIA Lo avevano già fatto, una ventina di anni fa, con Francesca Dellera. Ci hanno riprovato, riuscendoci, con Monica Bellucci. Non contenti, pur di sottrarci anche Carla Bruni l’hanno incoronata Regina di Francia in Sarkozy. L’ultimo scippo di italica bellezza i cugini francesi lo hanno messo a segno portandoci via Caterina Murino. Roba da organizzare una manifestazione di protesta davanti all’Ambasciata di Francia, con tanto di corteo e striscioni sotto a Palazzo Farnese: “no, pure la Murino no”. Da qualche settimana, Caterina Murino gira l’Italia nei panni di Dona Flor, la bigama più celebre della letteratura. Nata dalla fervida immaginazione di Jorge Amado, Dona Flor è la donna riservata e pudica che sposa in prime nozze Vadinho, faccia da schiaffi, dongiovanni incallito, per di più affetto dal vizio del gioco: il classico uomo che una donna non smette mai di rimpiangere. Non a caso, alla morte di questo meraviglioso mascalzone, rispettato un anno di irreprensibile vedovanza, Flor convola nuovamente a nozze colfarmacista Teodoro che, invece, è il classico uomo che “dove lo lasci, là lo trovi”. Abilissima nella cucina, che è una speciale forma di alchimia, riesce ad avverare un variegato mènage à trois: da un lato il marito in carne e ossa, al centro lei, e lo spirito furfante del marito defunto che si intrufola in un letto a tre piazze. Dona Flor e i suoi due mariti, regia e drammaturgia di Emanuela Giordano, approderà a Foggia lunedì 15 e martedì 16 marzo (porte alle 20.30, sipario alle 21.00) al Teatro del Fuoco, sede provvisoria della stagione di prosa 2009/2010 del Teatro Giordano. Flor è interpretata dalla gioiosa sensualità di Caterina Murino (carriera fulminante, partecipa a Miss Italia nel 1997, nel 2006 è una Bond Girl in Casino Royale, nel 2008 è protagonista de Il seme della discordia di Pappi Corsicato), il devoto Teodoro ha il volto di Paolo Calabresi, mentre Valdinho ha la fisicità di Pietro Sermonti. Caterina/Flor non ha solo due mariti, ma anche due anime: quella della giovane attrice fotografatissima sui red carpet, ma anche quella della testimonial dell’AMREF, la fondazione africana per la medicina e la ricerca che è la principale organizzazione sanitaria no profit del continente africano.
“Più di quarant’anni fa, Amado descriveva un mènage à trois in cui, una volta tanto, non era un uomo ad aver bisogno di due donne per essere soddisfatto, ma una donna! La virtù di Dona Flor è minacciata dal desiderio del primo marito che le compare come un allegro fantasma, e pretende di averla come quando erano sposati. A questo punto, la donna si chiede che cosa fare: cedere al desiderio o tenere fede al contratto matrimoniale con il nuovo sposo? Quello di Dona Flor è un percorso di crescita: alla fine raggiunge la quadratura del cerchio. La morale della storia è che per un idillio perfetto occorre mettere insieme tenerezza ed erotismo… Ci vogliono proprio due mariti!”
Lei è testimonial dell’AMREF, e so che ultimamente sta promuovendo un progetto che le sta molto a cuore... “Per aiutare a risolvere le necessità del nuovo sistema scolastico in espansione in Kenia, AMREF ha deciso di puntare sulla collaborazione delle comunità locali. E da un’idea comune è nata l’iniziativa di nominare tra gli stessi bambini di ogni comunità alcuni Piccoli Ambasciatori, per farli diventare dei portavoce attivi di AMREF e favorire il miglioramento delle strutture scolastiche e la diffusione tra i compagni delle norme igienico-sanitarie più importanti. Il Piccolo Ambasciatore è un bambino che grazie al sostegno dei donatori, aiuterà AMREF a offrire strutture scolastiche più attrezzate e vivibili ai suoi compagni e a diffondere le regole igienico-sanitarie di base necessarie alla salute dei suoi coetanei e di tutta la sua comunità“.
Come si attiva il sostegno a distanza? “Per attivare il sostegno a distanza di un Piccolo Ambasciatore è necessaria una donazione di 360 euro come contributo annuale, meno di un euro al giorno, o in alternativa 90 euro trimestrali o 30 euro mensili. Ciò non toglie che il sostegno è libero e in qualsiasi momento si ha la possibilità di sospenderlo, comunicandolo con un preavviso di tre mesi. I sostenitori di un Piccolo Ambasciatore ricevono una documentazione che comprende una sua foto, il nome della sua scuola e la classe che frequenta. Inoltre, nel corso dell’anno viene inviato un aggiornamento sugli sviluppi del progetto e delle comunicazioni personali del Piccolo Ambasciatore“.
Cosa fa AMREF nelle scuole? “Promuove corsi di educazione alla salute, durante i quali si parla di igiene personale, di malattie contratte utilizzando acqua infetta, di regole basilari per migliorare la propria salute e ridurre il rischio di malattie molto diffuse. Sono spesso concetti molto semplici, ma come si può insegnare a un bambino che deve lavarsi le mani prima di mangiare, o dopo essere stato in bagno, se l’acqua e i bagni non ci sono? Come si può convincerlo a non bere acqua sporca se quella è l’unica acqua che ha potuto trovare? Ecco perché AMREF aiuta anche i genitori e le comunità a costruire scuole più solide, con aule e bagni, a proteggere le fonti d’acqua vicine o scavare pozzi, a procurare banchi, sedie, lavagne… Queste cose, indispensabili e tangibili, conquistano la fiducia e la collaborazione di tutti“. i: www.teatropubblicopugliese.it; www.amref.it
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