Il piacere dell’Italiano
di Domenico De Felice
Casa Stornaiolo arriva a San Nicandro Garganico il 12 marzo. Ospite speciale Emilio Solfrizzi.
SAN NICANDRO GARGANICO Tutto torna, pure i pantaloni a zampa di elefante. Non ci credete? In effetti per la zampa d’elefante non si profila una primavera rosea, ragion per cui - cari Tony Manero dell’alto Tavoliere - potete pure riporli sotto naftalina e fare a meno di cantare motivetti disco-danzerecci anni Settanta ripiegando sul bel canto all’italiana. L’Italiano (inteso come lingua, badate bene), però, è una brutta bestia. Una grammatica dolorosa come ortica, che si trasforma in un continuo andirivieni di regole, balzelli e strutture linguistiche che dominarle è come salire correndo le scale a chiocciola. Per non parlare degli artifici che vi costringono all’uso del congiuntivo a tutti i costi, quel modo dai tempi tanto difficili che alle elementari, quando arrivava la paginetta delle coniugazioni da fare per il pomeriggio, si materializzava direttamente e istantaneamente a casa la fatina del mal di pancia. E mica solo ai bambini! Per ovviare ai continui sberleffi che la lingua di Dante soleva farsi (pure dei poeti!), pare che in passato per non fare a cazzotti con questo genere di problemi ci si cingesse il capo col prezzemolo. Il prezzemolo! Certo che pure a lui si potrebbe dedicare un monumento (no, non un’epigrafe o un epitaffio come per l’Italiano, ma proprio un monumento). Mai troppo amato, minacciosamente descritto come abitante dei padiglioni auricolari dei bambini sporcaccioni, ha saputo nel corso degli anni maturare una certa affinità con i peperoni arrostiti. Peperoni arrostiti che a causa del prezzemolo hanno saputo ritagliarsi un ruolo non marginale nella faida scatenatasi tra Sanguellatte e Freddy Impetto ne Il Polpo, la storica fiction comica di Telenorba divenuta di culto grazie a quei due super massicci (Elio docet) della risata pugliese di Toti e Tata, al secolo Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo. Volete vedere come tutto torna? Venerdì 12 marzo, al Teatro Italia di San Nicandro, alle 21.00 in punto, c’è Casa Stornaiolo: tutti pazzi per l’italiano, penultimo appuntamento in programma per la stagione di prosa della stagione teatrale a cavallo tra duemilanove e duemiladieci. Sulla scena Antonio Stornaiolo, Francesco Scimeni e, guest star d’eccezione, Emilio Solfrizzi. Il motivo? Purtroppo non quello di giocare una sessione dal vivo di Padre Pio è mio, il non troppo fortunato gioco da tavolo inventato dallo stesso Stornaiolo un po’ di anni fa, ma quello di dissertare sulla decadenza della nostra lingua e sugli strafalcioni (stroppiamenti, per quelli avvezzi col lavaggio dei panni nel Celone) divenuti sicurezze di uso quotidiano, il tutto reso gustoso dall’incontro-scontro tra Stornaiolo e Solfrizzi, in un contrapporsi delle parti che hanno reso il duo comico barese una coppia inossidabile. L’inossidabilità del duo è stata ampliamente dimostrata anche di recente e ritornata in auge dopo i fasti del Capodanno 2007 a Bari, dalle continue richieste di réunion da parte dei loro numerosissimi fans che hanno fatto dei due delle vere e proprie icone. Che c’entra il prezzemolo? Il prezzemolo non c’entra mai niente, punto. i: 0882.477378; 320.5353672
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