Terra e fango
di Alessandra De Stefano
Sabato 1º e domenica 2 maggio al Teatro dei Limoni va in scena l’orrore della guerra, raccontato nell’ultimo spettacolo della rassegna Giallocoraggioso.
FOGGIA Un mattino come tanti, nell’incessante alternarsi delle stagioni. Una donna qualunque, insegnante in un paesino di provincia, di famiglia benestante, che in un mattino qualsiasi si vede scaraventata all’improvviso in un film dell’orrore caratterizzato da una girandola di schiavitù, violenze, torture, desolazioni umane, offese della dignità personale. Questo orrore si chiama guerra. Ma questo è solo un microframmento di una storia che accomuna tante donne, di origini, tradizioni, religioni e lingue diverse. Lingue diverse che si intrecciano, come terra e fango, con due dialetti “politicamente” antitetici fra loro, quello campano e quello lombardo. Tre donne sulla scena scabra. Questo è il binario su cui si muove Cara la pelle, produzione mantovana di Zerobeat, progetto nato nel 2000 dall’incontro di artisti musicali e teatrali reduci dell’esperienza del DAMS di Bologna, interessati alla ricerca e alla sperimentazione. La pièce, la cui regia è affidata a Enrica Provasi, sarà in scena sabato 1º e domenica 2 maggio, alle 21.00, al Teatro dei Limoni (in via Giardino 21) a chiusura della stagione teatrale Giallocoraggioso. Lo spettacolo, vincitore del premio New Contaminate Art Festival di Aversa 2007, è tratto da due opere letterarie dure come pugni nello stomaco, ma che non si può fare a meno di leggere, Come se io non ci fossi della giornalista e scrittrice croata Slavenka Drakulic e Cecenia: il disonore russo della giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa nel 2006. La prenotazione dello spettacolo è obbligatoria. i: info@teatrodeilimoni.it; 347.3414561
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