numero 29 | anno XVII
dal 20 luglio al 9 settembre 2010
 
 
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Ad Accadia il cielo è sempre più blues

di Luigi de Martino

Robben Ford, Bill Evans, Buddy Whittington, Alan Farrington e tanti altri. L’Accadia Blues Festival, organizzato da Moody Jazz Café e Comune di Accadia, trasformerà un piccolo centro di tremila anime nella Woodstock dei Monti Dauni.


ACCADIA E la chiamano estate, intonava Bruno Martino. Quando tutto è possibile, complice il bel tempo, la voglia di vedere, di vivere, ma soprattutto di ascoltare. Malgrado campagne salentocentriche e piagnistei da "tutti-a-Bari-vanno", a nord dell´Ofanto non ce la passiamo tanto male. Dal monolite Pizzomunno al bosco di Faeto, dagli ippocampi agli ippocastani, in Capitanata "puoi venire a ballare" qualsiasi genere. Mancava soltanto un festival blues, e poi ce li avevamo tutti: il jazz a Orsara, il folk sul Gargano. Tra i marmi di Apricena trovi un po´ di tutto: cantautori, sperimentatori, tarantolati e jazzisti. Per i nomi che rimbalzano da un reality all´altro ci pensano comitati e pro loco varie, per un totale di una quarantina e passa di feste patronali, nella più sensazionale esposizione di vecchie glorie, pezzi da museo e giovani leve.
Mancava il blues e blues sarà. La quintessenza ce l´ha messa il Moody Jazz Cafè. Necessaria come premessa, specialmente per gli amanti del genere, perchè prima di leggere i nomi che andremo a elencare bisogna sedersi comodi per scongiurare malori. Ma andiamo con ordine. Si chiama Accadia Blues Festival la boccata di ossigeno puro per chi, fino a un paio di mesi fa, era abituato a "prendere schiaffi" (nel gergo musicale vuol dire, letteralmente, "ascoltare a bocca aperta il fenomeno musicale che hai di fronte") in via Nedo Nadi, in quegli indimenticabili lunedì invernali. Tre giorni di musica trasformeranno un piccolo comune di tremila anime nella Woodstock dei Monti Dauni, da martedì 13 a giovedì 15 luglio.
L’apertura è da brividi: alle 20.30 di martedì 13 luglio, in piazza Santi Pietro e Paolo, il chitarrista statunitense Buddy Whittington, con i suoi cento chili e passa di stazza, salirà sul palco per dimostrare che, alla fine, il blues è roba a stelle e strisce. Con lui Roger Cotton alle tastiere, Pete Stroud al basso e Darby Todd alla batteria, la stessa line up con cui questo signor chitarrista infiammò, lo scorso novembre, la rassegna Lune...dì Jazz. Da un ritorno a un altro, ancora più altisonante. Un miracolo portò Robben Ford a Foggia, in un Teatro Mediterraneo strapieno (e ancora aperto), un altro miracolo ce lo riporta, nell´ultima delle appena tre date italiane. Salirà su quel palco dopo (o magari durante) gli assoli di Whittington, assieme al grande sassofonista Bill Evans, amico del cuore di Herbie Hancock, John McLaughlin e della rockstar Mick Jagger.
Incredibile il caso di omonimia con il pianista padre del jazz moderno, come incredibili saranno i suoi duetti con il chitarrista che a Foggia ricordano molto bene. Il provvidenziale progetto, che da qualche tempo li vede collaborare, comprende anche il fenomeno delle bacchette Toss Panos, Ryan Cavanaugh al banjo ed Etienne Mbappè al basso elettrico. Tutti insieme ad Accadia, a due passi dai suggestivi ruderi del Rione Fossi. Chi ce lo doveva dire. Mercoledì 14 luglio si comincia alle 19.00, con la proiezione della pellicola Cadillac Records, un film del 2008 diretto da Darnell Martin. Alle 20.15 circa cominceranno gli spettacoli in giro per il Borgo Antico: i "nostrani" Cappa Blues Band (Lucio Pentrella, Antonio Aucello, Pucci Chiappinelli, Luciano Pannese e Antonio Cicoria) e Whisky a Go-Go, guidati dalla voce e dall´armonica a bocca di Raffaele Ciuffreda, saranno il preludio alla calda e suadente voce di Alan Farrington, crooner di razza, accompagnato per l´occasione da una band tutta italiana. Giovedì 15 luglio toccherà al Ciro Manna Trio, e alla chitarra e alla voce di Danielia Cotton, songwriter newyorkese bella pure a vedersi. Con lei John Bushnell all´altra chitarra, Wiston Royet al basso e Joseph Magistro alla batteria.
La grande musica sarà gratis, perché per partecipare a uno dei più grandi eventi blues del sud Italia - patrocinato dal Comune di Accadia - non si dovrà cacciare un euro. A ogni serata sarà associato pure un percorso enogastronomico per le vie del paese e del borgo antico. Ma non è tutto. Per chi ascoltare blues vuol dire necessariamente sorseggiare whisky d´annata o una pinta di birra, non dovrà neanche porsi il problema di sedersi davanti a un volante. Ogni pomeriggio, infatti, un bus navetta (ce ne saranno tre in occasione della serata inaugurale) partirà da Foggia (davanti al Moody Jazz Cafè, dove sarà possibile acquistare il biglietto) con ritorno compreso, mezz´ora dopo ogni concerto.
Tutto al modico prezzo di cinque euro. Se immaginavate un inizio d´estate più sorprendente...
i: www.accadiablues.it; 0881.711432; 0881.981012

Robben Ford 2: il ritorno

Uno dei più grandi chitarristi di ogni tempo torna in Capitanata, dopo la storica serata che celebrò il decennale dell’ateneo foggiano. Viveur incontra Robben Ford, il solista dei numeri: ventidue dischi incisi, oltre a decine di duetti e collaborazioni che hanno fatto la storia.

Cosa spinge un musicista a salire ancora su un palco dopo quarant´anni di carriera ad altissimi livelli?
Noi siamo musicisti e fare musica è ciò che ci viene richiesto di fare. La musica è tutto ciò che diamo per ricevere in cambio consensi e riconoscenza.

Durante la sua carriera non si è mai tirato indietro: ha suonato in tante situazioni e tanti generi diversi. Quanto ha inciso questa versatilità sulla formazione del musicista Robben Ford?
Suonare tutto ti arricchisce musicalmente, ti rende più preparato di quanto lo saresti suonando solo in una situazione o innamorandosi solo di un genere. E poi è solo suonando ogni cosa che un musicista capisce cosa lo entusiasma davvero della musica, qual è la sua strada.

Quando Robben Ford gira in auto che musica ascolta?
Ascolto il jazz di Wayne Shorter, Miles Davis, Sonny Rollins, Archie Shepp e molti altri, ma non solo jazz. Mi piace ascoltare anche musica classica e amo la lirica intonata dai grandi tenori.

Quali autori, invece, bisogna ascoltare per diventare degli ottimi chitarristi?
Gli autori più indicati potrebbero essere quelli che fanno blues: tra tutti B.B. King, Albert Collins e Albert King. Mike Bloomfield era il mio eroe: per me era il più grande di tutti perché aveva il dono di sorprenderti senza essere mai banale, con quel suo modo di suonare blues unico e irripetibile. Ma per diventare bravi chitarristi, per riuscire a tirare fuori dal proprio strumento le note giuste bisogna avere qualcosa di veramente significativo da dire.

Che fine ha fatto la sua "Fender Signature"?
Non la suono da diversi anni. Ora mi sono innamorato di alcune chitarre vintage, oltre a suonare regolarmente una Sakashta New Paul, che mi è stata confezionata personalmente da Taku Sakashta.

Lei ha avuto la fortuna di suonare con gente come George Harrison, Joni Michell e il grande Miles Davis. Quale è stato l´incontro che ha più influito sulla sua personalità di musicista?
Sicuramente Miles Davis. Intorno a lui c´era un´atmosfera davvero unica. Ma anche l’esperienza maturata assieme a Joni Michell è stato davvero speciale, perchè ho imparato più in quei due anni che in ogni altro periodo della mia carriera musicale. Ricorderò per sempre questi due periodi della mia vita.

All’Accadia Blues Festival, oltre a duettare con il grande Bill Evans salirà sullo stesso palco di Buddy Whittington, altro maestro delle sei corde. Sarà la prima volta che vi incontrerete?
Buddy e io ci conosciamo molto bene perchè abbiamo suonato insieme per un po´ di tempo negli Stati Uniti alcuni anni fa. È un chitarrista eccezionale, anzi, non vedo l’ora di rivederlo.

Bill Evans, sua maestà il sassofono

Ha sempre pensato che il sax sarebbe stato il suo lavoro? Quando ha capito che la musica sarebbe stata la sua vita?
Non ho mai guardato a ciò che faccio come a un lavoro. È solo qualcosa che ho sempre fatto e che mi è sempre piaciuto fare da quando ero un ragazzino. Ho ancora lo stesso entusiasmo di quando avevo 7 anni e suonavo il piano a casa. Non mi sono mai chiesto: Dovrei fare questo per vivere? Joe Henderson una volta mi ha detto: “Se ti poni questa domanda, la risposta è no”. Probabilmente si riferiva a qualcuno che non era sicuro di diventare un musicista. Per quel che mi riguarda, diventare un musicista è qualcosa che ho sempre voluto.

Ha suonato con Robben Ford nel suo album “Big Fun”. Ci spieghi come vi siete incontrati per la prima volta.
In realtà ci siamo incontrati per la prima volta a Los Angeles, nei primi anni Ottanta, in un concerto con Tom Scott e Randy Brecker. Ho sempre amato lo stile originale di Robben. Lui è vero quando suona il blues con la chitarra e ha sempre avuto anche uno stile unico nel cantare. È un vero professionista.

Cosa farete in questo tour? Ha annunciato che suonerete “qualcosa che seriamente spacca”...
Suoneremo sia brani del mio progetto “Soulgrass” sia alcune canzoni di Robben. Il banjo, la chitarra, il sassofono funzionano molto bene insieme, anzi: spero che questo progetto diventi presto un album.

L’intervista a Bill Evans è stata realizzata da Giuseppe Di Gioia, addetto stampa del Moody Jazz Cafè


ACCADIA BLUES FESTIVAL:
IL CALENDARIO

Buddy Whittington Quartet, Bill Evans & Robben Ford
MARTEDÌ 13 LUGLIO
ORE 20.30
PIAZZA SANTI PIETRO E PAOLO
CONCERTO INAUGURALE

Cadillac Records
MERCOLEDÌ 14 LUGLIO
ORE 19.00
BORGO ANTICO/RIONE FOSSI
PROIEZIONE

Cappa Blues Band,
Whisky a Go-Go, Alan Farrington & Daily Blues
MERCOLEDÌ 14 LUGLIO
ORE 20.15
BORGO ANTICO/RIONE FOSSI

Ciro Manna Trio,
Danielia Cotton Blues Band
GIOVEDÌ 15 LUGLIO
ORE 20.30
BORGO ANTICO/RIONE FOSSI

 

inserito il 8.7.2010 | In copertina

 

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